Vendere l’oro che abbiamo in casa è sempre conveniente?

4144894599Se in casa si hanno degli oggetti in oro è sempre conveniente venderli? La risposta è affermativa, senza dubbio, a condizione ovviamente che gli oggetti in questione non abbiano un particolare valore affettivo.

Facendo riferimento a dei compro oro è possibile vendere i propri articoli preziosi nel pieno rispetto delle normative vigenti: queste attività, infatti, sono autorizzate ad acquistare oro direttamente dai privati, riconoscendo loro un pagamento in contanti immediato.
Deve essere premura del consumatore, in questi casi, rivolgersi a un compro oro regolarmente autorizzato; da questo punto di vista è utile ricordare che queste attività devono far compilare al proprio cliente alcuni documenti, in modo che ogni transazione sia tracciabile e trasparente al 100%.

Gli oggetti in oro che possono essere acquistati dai compro oro sono tantissimi: orologi, orecchini, bracciali, collane, gioielli… qualsiasi articolo in cui sia presente dell’oro viene trattato da queste aziende, anche oggetti rotti, rovinati, o esteticamente poco piacevoli.
I compro oro, infatti, sottopongono gli oggetti acquistati a degli appositi processi di fusione, attraverso i quali si riesce a ricavare dell’oro puro che può essere rivenduto o subito riutilizzato per produrre dei nuovi articoli realizzati in questo metallo prezioso.
Il fatto che un oggetto sia esteticamente gradevole o meno, che sia in condizioni perfette o molto compromesse, è del tutto irrilevante, e non incide in nessun modo sulla sua valutazione.

Quanto può valere un oggetto in oro? Questa è la prima domanda che, legittimamente, si pongono le persone che valutano la possibilità di vendere un oggetto in oro di loro possesso, cerchiamo dunque di fare chiarezza a tal riguardo.
Il valore di un oggetto in oro dipende fondamentalmente da due parametri: la quantità di metallo prezioso effettivamente contenuta nell’articolo e la sua qualità.
Parlare di “qualità” per quanto riguarda l’oro, in realtà, non è corretto, anzi è molto più appropriato parlare di “purezza”.

Non tutti gli oggetti in oro, infatti, sono analoghi da questo punto di vista: l’oro che viene utilizzato per la realizzazione di gioielli o articoli di altro tipo, infatti, viene abitualmente mescolato ad altri metalli, creando così delle leghe. I vari oggetti in oro, dunque, presentano livelli di purezza differenti, e l’unità di misura relativa è il carato.
Il carato indica sostanzialmente quanti grammi di oro puro sono presenti per 1000 grammi di lega metallica: si spazia da un minimo di 1 kt, il quale corrisponde esattamente a 41,667 g di oro su 1000 g di lega, fino ad un massimo di 24 kt, ovvero un oro pressoché puro.
Come si può facilmente immaginare, il valore dell’oro è direttamente proporzionale alla quantità di carati che lo riguardano, quindi alla sua purezza.

Quantità di oro e relativa purezza, dunque, sono gli aspetti che determinano il valore di un oggetto in oro, e per conoscere in modo specifico a quanto ammonta il valore del proprio oggetto bisogna rapportare questi due parametri alla quotazione ufficiale di questo metallo prezioso.
L’oro infatti, proprio come l’argento, ha una sua quotazione ufficiale che può essere consultata liberamente da chiunque, anche semplicemente collegandosi ad un sito web attendibile.
La quotazione dell’oro non è stabile nel tempo, ma è soggetta a fluttuazioni, di conseguenza è molto importante consultare con accortezza la quotazione di questo metallo prezioso prima di procedere con la sua vendita.

Ma come è possibile che compro oro tra loro concorrenti propongano offerte diverse per il medesimo oggetto in oro? Sebbene, come detto, l’oro abbia una quotazione ufficiale e dipenda da dati oggettivi, le aziende che operano in questo settore possono trattenere delle percentuali differenti dal valore del bene, ed è ovviamente da queste percentuali che l’azienda riesce a ricavare i suoi profitti.
La persona che vuol vendere un oggetto in oro, dal suo canto, può orientarsi verso l’attività di compro oro che effettua la proposta economica migliore, fermo restando che comunque le differenze tra aziende concorrenti sono davvero esigue: un’azienda che trattiene percentuali troppo alte, o troppo basse, assai difficilmente riuscirebbe a stare sul mercato.

Vendere gli oggetti in oro che si hanno in casa, dunque, può essere davvero molto conveniente: oggetti inutilizzati, o magari esteticamente poco armoniosi, possono essere trasformati in modo tempestivo in denaro contante.

Che tesoro nasconde il tuo portagioie? Vendere al meglio il tuo oro usato

vendere gioielli usatiQuando si ha bisogno di contanti per qualunque evenienza non si sa come risolvere il problema: la soluzione più facile, veloce e semplice da realizzare è quella di trasformare i propri gioielli in contanti. Non disponendo della pietra filosofale o di una bacchetta magica, nella realtà è possibile rivolgersi a un compro oro che effettui l’acquisto di rottami d’oro: infatti la valutazione si basa sulla quantità di metallo pregiato contenuto, non sulla bellezza del gioiello o sul fatto che sia perfettamente integro.
Ho avuto quest’esperienza di recente, quando mi sono trovata a vendere qualche rimasuglio d’oro trovato nel mio portagioie (due catenine con la chiusura danneggiata che non indossavo più e una collana con le maglie rotte) in cambio di denaro contante. Ho cominciato cercando il compro oro che offrisse la massima valutazione oro possibile, così da poter ottenere abbastanza per comprare un nuovo televisore in modo da sostituire il modello vecchio e ormai definitivamente da buttare.
Il vantaggio di vivere in una grande città come Roma è il fatto che ci sono tantissimi compro oro tra cui poter scegliere. Mi sono resa immediatamente conto che però tutti proponevano prezzi diversi: per questo motivo diventa fondamentale fare una ricerca online, così da poter avere la massima valutazione oro. Io personalmente ho preferito contattare un negozio vicino a casa mia ma non troppo: in questo modo ho evitato di dover girare per mezza città con oggetti preziosi in tasca (oppure, dopo aver effettuato la vendita, con denaro contante). Mi è bastato fare una semplice ricerca online per sapere quali sono i punti vendita più facilmente raggiungibili e, controllando i loro siti web, quali sono i prezzi applicati. Mi è stato molto utile il servizio per seguire l’andamento in tempo reale del prezzo dell’oro: infatti ho scoperto che i gioielli non sono in metallo puro. In realtà sono fatti di una lega, cioè all’oro sono stati aggiunti altri materiali per renderlo più resistente e duraturo; l’effetto collaterale è che questa operazione rende l’oggetto che risulta dalla lavorazione meno pregiato. Si tratta di una delle ragioni per cui i compro oro propongono prezzi tanto diversi. In ogni caso, per ottenere un buon guadagno, è bene vendere quando il valore dell’oro puro sale, perché aumenta anche quello della lega 18 carati e, di conseguenza, anche dei gioielli che si vogliono vendere.

Ho preferito rivolgermi a un compro oro che faceva parte di un grosso brand così da essere sicura di non rischiare una truffa oppure che il mio oro venisse valutato meno di quanto valesse in realtà. Si trattava di un negozio piuttosto grande, con i prezzi esposti all’esterno (ho scoperto che pochissimi compro oro lo fanno), molto frequentato da persone nella mia stessa situazione e con due commessi. La bilancia era bene in vista e i risultati della pesatura potevano essere letti chiaramente anche dai clienti. L’operazione è stata molto veloce e soddisfacente: è durata solo pochi minuti e mi è stato chiesto soltanto di mostrare la patente oppure la carta d’identità. Il commesso ha riportato i miei dati sul registro di vendita insieme alla descrizione dei gioielli rotti che stavo vendendo e alla quantità totale di oro. Sono uscita dal negozio con la somma pattuita in contanti e pochi giorni dopo ho avuto la soddisfazione di acquistare il televisore che serviva in casa senza intaccare assolutamente il bilancio familiare. Preciso che i pagamenti in contanti possono essere fatti soltanto per importi inferiori a 1000 euro: in caso contrario devono essere fatti con bonifico bancario o postale oppure con assegno. Si può anche portare il proprio oro vecchio nello stesso compro oro in più volte, così da rimanere al di sotto di questa cifra e creando un rapporto di fiducia con l’esercizio. In questo modo sono incentivati a trattarti bene. Ci sono poi alcuni negozi che fanno una controfferta se ci si presenta da loro con il preventivo di un loro concorrente che applica un prezzo più vantaggioso per i clienti. Così si ottiene una migliore valutazione del proprio oro usato: in genere, se garantiscono questo servizio, si trova una segnalazione in merito sulla pagina iniziale del sito internet dell’attività.

Quali fattori determinano il prezzo dell’oro

OroElite  - valore oroIl valore dell’oro varia ogni giorno e persino all’interno della stessa giornata (anche se soltanto di pochi centesimi) a causa delle contrattazioni che avvengono sui mercati. Inoltre bisogna tenere a mente che, a differenza di quanto accade per gli altri metalli preziosi, la quotazione dell’oro viene determinata due volte al giorno dalla Borsa di Londra: questo istituto finanziario, infatti, ha ricevuto questo compito fin dal 1919. Il cosiddetto gold price fixing, cioè il prezzo di riferimento dell’oro, viene fissato al mattino e nel primo pomeriggio. Fino al mese di ottobre del 2014 il fixing era determinato dal Club of Five, il gruppo dei cinque più importanti mercanti internazionali per le compravendinte di oro fisico: erano la Barclays Bank, la Bank of Nova Scotia Mocatta, la Société générale, l’HSBC Bank USA e la Deutsche Bank. Dal novembre 2014, invece, questo compito è stato demandato all’IBA, cioè all’Ice Benchmark Administration. La valutazione viene poi trasmessa e adottata sui mercati internazionali, utilizzando come standard l’espressione dollari per oncia; tuttavia in Italia si preferisce utilizzare per praticità il rapporto euro per grammo.
Bisogna anche ricordare che la valutazione dell’oro all’oncia oppure al grammo può essere adottata quando si parla di oro finanziario, cioè di oro puro o da investimento. Si tratta dell’oro 24 carati, che tuttavia non viene impiegato in gioielleria e oreficeria in quanto troppo duttile. In questi casi si ha una lega, il cui valore si indica attraverso il titolo, cioè la percentuale di oro presente. In genere si parla di oro 750 (oro 18 carati) o di oro 500 (metallo 14 carati), dove la percentuale di oro presente è rispettivamente il 75% e il 50%. Il valore della lega è determinato anche dal metallo legante solo nel caso in cui anche questo sia prezioso: ad esempio una lega 14 carati dove è presente una percentuale di platino ha un valore maggiore rispetto a una 18 carati a cui è stato aggiunto soltanto il rame.
Durante tutta la sua storia l’oro ha sempre avuto il compito di supportare le valute, dato che per secoli il valore di una moneta equivaleva a una determinata quantità di metallo aureo: si tratta del gold standard, che ha avuto come conseguenza il fatto che le banche centrali e i governi hanno sempre cercato di controllare il valore dell’oro e di far sì che corrispondesse a quello della propria valuta. Ad esempio dal 1789 al 1933 negli USA gli Stati Uniti il valore dell’oro era di 20,67 dollari all’oncia e nel 1934 fu portato a 35 dollari all’oncia. Mantenere il valore di una valuta a livelli molto alti è tuttavia molto difficile: per questo a partire dal 1961 le banche centrali europee e statunitensi si coordinarono per contrastare le forze del mercato e mantenere il prezzo stabile. Nel 1968 si fu costretti ad accettare il fallimento di questi sforzi e fu introdotto un doppio regime: da un lato le transazioni internazionali valutarie continuavano a seguire la quotazione di 35 dollari all’oncia, dall’altro il prezzo dell’oro per gli scambi tra privati era variabile. Infine nel 1971 si decise di affidare il valore libero alle leggi di mercato, lasciandolo libero di variare in base alle contrattazioni e alla situazione geopolitica internazionale. A causa del fatto che la coniazione di valuta di uno Stato non ha più un controvalore in oro, si è assistito al progressivo calo delle riserve auree delle banche centrali; tuttavia questi istituti possiedono ancora depositi di metallo aureo a parziale garanzia della propria moneta.
A partire dal 1968 si è assistito a notevoli oscillazioni sui mercati. Tuttavia si può definire questo metallo prezioso un bene rifugio in quanto il suo valore commerciale rimane stabile nel lungo periodo; al tempo stesso si caratterizza per una sostanziale scorrelazione nei confronti del mercato obbligazionario e azionario. Di conseguenza si assiste a un aumento delle compravendite quando una valuta perde fiducia e/o è soggetta a iperinflazione. Inoltre bisogna tener conto delle varie speculazioni riguardo il suo ipotetico valore futuro. Ad esempio si ricorda come quando George W. Bush fu eletto Presidente degli USA il valore dell’oro è passato da 200 a 540 dollari all’oncia. Infine l’offerta influenza in maniera decisiva il valore dell’oro, di conseguenza i produttori ne valutano attentamente l’estrazione: infatti una produzione eccessiva può portare a un crollo del prezzo.

Gioielli Usati di pregio, cosa fare quando passano di moda

anello_diamantiA ciascuno di noi prima o poi capita per le mani un gioiello particolarmente importante, magari appartenuto alla nonna o a qualche zia oppure ancora qualche gioiello che è semplicemente passato di moda e che non vogliamo più mettere; parimenti a ciascuno di noi è passato per la testa di venderlo per ricavarne qualcosa o quantomeno di contattare qualcuno per sapere il valore di quel piccolo, grande capolavoro che ci è giunto più o meno inaspettatamente.

Che si tratti di un anello di diamanti, di una collana in oro, in platino o entrambi la questione fondamentale è quella di riuscire nell’intento di venderla (qualora questo sia realmente il nostro intento) al miglior prezzo.
Con l’avvento della crisi economica degli ultimi anni si è visto il fiorire di molti negozi specializzati nella commercializzazione di gioielli usati; questi negozi sono conosciuti come Compro Gioielli Usati (altresì detti “Compro Oro”) ed essi si affiancano alle più tradizionali gioiellerie, oreficerie, negozi di antiquariato e case d’asta.
In questi primi esercizi è possibile trovare soggetti molto professionali così come esercenti più smaliziati ed a volte poco propensi a valorizzare appieno il gioiello in sè quanto ad acquistarlo per il solo motivo di fonderlo e rivendere pietre e materiale prezioso per il loro misero valore intrinseco. Questi commercianti sono coloro dai quali noi, intenzionati a valorizzare il nostro gioiello nella trattativa, dobbiamo diffidare.
Se vogliamo ottenere il più possibile dalla vendita del nostro gioiello infatti, dovremmo rivolgerci a soggetti che sappiano apprezzare appieno anche l’opera d’arte che hanno tra le mani, il suo design, saperlo riconoscere e datare, riconoscere il valore delle pietre incastonate ed il loro taglio così come la loro caratura, riuscire pertanto ad apprezzare non solo il valore intrinseco del materiale prezioso di cui è composto l’oggetto ma contestualizzarlo con l’intento di rivenderlo tale quale, per il fatto di essere un oggetto unico, inimitabile poichè realizzato da sapienti mani orafe artigiane.
Dopo alcune ricerche sullo stile del gioiello e sulla sua storia familiare (cose importanti che possono aiutarci a meglio valorizzarlo agli occhi del commerciante) dovremmo cercare di ottenere se possibile, i documenti che ne attestino l’autenticità e la qualità, cosa assai rara su gioielli antichi dei quali spesso non si ha neppure la punzonatura. In questo caso la prima cosa da fare è di recarsi da un orafo di propria fiducia e far analizzare l’oggetto, egli potrà al caso anche punzonare con il titolo qualitativo appropriato il gioiello stesso per meglio identificarlo, questo nel caso in cui lo stesso fosse sprovviso di punzonatura per l’appunto (questa pratica non era infatti obbligatoria prima dell’inizio del secolo scorso).
Dopo aver provveduto ad una prima analisi presso un proprio orafo di fiducia è consigliabile recarsi presso le gioiellerie specializzate nel trattare gioielli antichi o usati o, se il pezzo è particolarmente importante, anche presso negozi di antiquariato specializzati financo a rivolgersi a case d’asta. In quest’ultimo caso il gioiello verrà valutato tramite un expertise e potrà essere messo all’asta ottenendo un risultato anche superiore alle proprie iniziali aspettative.
Nel caso invece si tratti i gioielli di valore più “modesto” se così si può dire, è meglio rivolgersi a gioiellerie specializzate in oggetti antichi o usati. Una cosa che è bene sapere è che occorrerà sicuramente trattare sul prezzo poichè, contrariamente alle case d’asta, le gioiellerie sono negozi commerciali e pertanto essi non lucrano una commissione sul prezzo d’asta di aggiudicazione bensì sulla differenza tra il prezzo di acquisto ed il prezzo di vendita. Ecco dunque che torna di particolare importanza sapere non solo la provenienza, l’originalità e l’importanza dei materiali e pietre preziose che lo costituiscono ma altresì il loro valore intrinseco (facilmente desumibile dalle borse merci pubblicate su tutti i maggiori giornali o su internet oppure rivolgendosi ad un gemmologo per le sole pietre preziose).
Ricapitolando pertanto è importante partire con il numero maggiore di informazioni sul gioiello che vogliamo vendere, essere preparati a trattare e non fermarsi al primo negozio incontrato, magari recandosi presso più negozi una prima volta con la scusa di far semplicemente valutare il gioiello per poi successivamente tornarci e proporne l’acquisto. E’ ovvio che un gioiello rotto non vale nulla se non per il suo mero valore materiale, un consiglio pertanto è quello di far comunque sempre riparare, quando possibile, i gioielli anche se si volessero vendere poi successivamente.

Lavorazione oro, non solo gioielli

cesellaturaIncorruttibile, luminoso e spesso associato al sole, quasi sempre simbolo di ricchezza e potere, l’oro è uno dei metalli più preziosi al mondo, tanto da essere considerato un bene rifugio. L’oro è duttile e malleabile, non si ossida a contatto con l’aria e non risente dell’azione degli acidi; per questo è uno dei metalli più usati e apprezzati per creare gioielli fin dai tempi antichi.

Le prime tecniche di lavorazione dell’oro sono comparse nell’antica Mesopotamia, dove si usavano per lo più le lamine martellate; in periodi successivi comparvero metodi più evoluti come la cesellatura e lo sbalzo. Una decisa evoluzione dell’oreficeria avvenne in epoca micenea (3000 avanti Cristo), quando le tecniche di saldatura e fusione furono innovate per consentire la realizzazione di oggetti unici. In particolare, l’oro fuso veniva colato per creare pezzi più massicci da trasformare in fili e lamine: ancora oggi viene utilizzato il cosiddetto sistema di presa nella massa, grazie al quale l’oggetto grossolano viene rifinito con scalpelli e lime sempre più minute.

La maggior parte delle tecniche lavorative comparve con lo sviluppo dei commerci e di società ricche, i cui crescenti bisogni venivano soddisfatti da categorie di nuovi artigiani: nacquero così gli orafi. Le lavorazioni a sbalzo furono un’elaborazione dei classici processi di martellatura, in cui alle lamine venivano aggiunte scanalature e righe. Era sufficiente colpire ripetutamente la parte inferiore oppure l’intera superficie dell’oggetto in oro. Successivamente comparve la decorazione a rilievo usando la tecnica dell’incisione e quella della cesellatura: in questo caso si usa uno strumento particolare chiamato cesello, che produce un’incisione sulla superficie in oro fino a creare un disegno più o meno elaborato. Si tratta di uno strumento a punta smussata, che viene colpito dall’artigiano con un martello, mentre per le incisioni si usa un utensile da taglio con il quale si realizzano motivi lineari decorativi mediante l’asportazione di strisce metalliche.

Effetti pittorici anche di notevole impatto estetico si raggiungono con il niello, cioè una polvere di colore nero a base di zolfo, piombo, argento e rame, che viene applicata sulle incisioni. Disegni in rilievo si ottengono anche con la tecnica della goffratura, all’interno della quale riveste una notevole importanza la goffratura repoussé: in questo caso si ottiene un bassorilievo decorativo martellando la lamina d’oro sul retro.

Il metodo ornamentale classico del oreficeria moderna è rappresentato dalla smaltatura, messa in atto applicando uno strato di smalto alla superficie d’oro; quindi il supporto e la rifinitura decorativa sono fusi insieme sottoponendo l’oggetto metallico ad alte temperature. Scoperto relativamente di recente è invece l’opacizzazione attraverso un attacco chimico, che permette di scurire una parte della superficie metallica usando prodotti chimici. Si tratta di un’evoluzione della tecnica di ossidazione, con cui si rendevano opache alcune zone incidendo linee tratteggiate sottili e creando un effetto contrasto. Molto più antiche sono la decorazione a filigrana e il cloisonné: la prima è simile alla granulazione e consiste nell’applicare sulla superficie metallica piccole sfere o perline d’oro. La seconda, invece, prevede la realizzazione di scomparti sugli oggetti usando fili o lamine d’oro sottili: questi vengono poi riempiti con lo smalto.

L’oro è lungamente usato nella gioielleria, tuttavia, proprio per il fatto di essere tenero, viene unito ad altri metalli, così da garantirne una lunga durata. In questo modo si creano le leghe dalle varie composizioni e in cui il titolo (il rapporto in percentuale tra l’oro e gli altri metalli della lega) cambia. In ogni caso la quantità d’oro presente deve essere sempre di 75 grammi ogni 100: per questo viene detto oro 18 carati. Il 25% restante è costituito da altri metalli; in base alla composizione cambia anche il colore della lega e questo effetto collaterale è stato molto sfruttato in oreficeria e gioielleria per creare monili particolari. Ad esempio, per avere l’oro giallo si uniscono argento e rame, mentre l’oro rosso vede l’aggiunta di 25 grammi su 100 di rame. L’oro pallido è formato da una maggiore quantità di argento e da una minore di rame, mentre le percentuali sono invertite per ottenere l’oro rosa.

Compro oro chi ti offre di più?

oro lavoratoAccade abbastanza spesso che molte persone si ritrovino in casa una certa quantità di oro e altri materiali preziosi che, per numerosi motivi, sono chiusi e dimenticati in un cassetto.

Questi, potrebbero essere gioielli che non indossiamo più perché non incontrano più i nostri gusti o sono divenuti oggetti passati come i tipici braccialetti e catenine ricevuti per comunione o cresima, ma dimenticati da anni in qualche vecchio scrigno. Infine, accade altrettanto spesso di avere oggetti preziosi rotti o rovinati dal passare del tempo e che abbiamo sempre dimenticati di portare dall’orafo per aggiustarli.

In situazioni come queste, è possibile utilizzare l’oro dismesso per ottenere facilmente e in modo abbastanza veloce una piccola somma di denaro extra, grazie alla vendita del materiale prezioso presso un negozio Compro Oro.

Recarsi da un Compro Oro per vendere il proprio metallo prezioso non è solo un ottimo modo per alleggerirsi dalle difficoltà economiche, ma è anche una valida opportunità per scambiare l’oro usato per denaro contante, concedendoci qualche sfizio altrimenti difficilmente raggiungibile come la vacanza tanto desiderata o l’ultimo modello di smartphone.

Qual’è l’iter da seguire per trasformare il nostro oro usato in denaro contante in modo sicuro?

Come prima cosa è necessario scegliere l’oro che desideriamo vendere e individuare i negozi Compro Oro presenti sul territorio. È buona norma non limitarsi a prendere in considerazione un unico punto vendita ma è bene individuarne più negozi e possibilmente visitarli di persona, accertarsi che usino la bilancia con omologazione ufficiale CE-M e che possibilmente abbiano un sito internet sul quale poter registrasi ed utilizzare l’opzione blocca il prezzo online.

Lo strumento blocca prezzo è di grandissimo aiuto per coloro che intendono vendere il proprio oro usato ad un centro Compro Oro. Infatti, com’è noto, il prezzo dell’oro non ha un valore fisso ma tende a salire e scendere a seconda delle variazioni delle borse mondiali. L’oro è da sempre considerato il bene rifugio, un materiale che nonostante i vari andamenti delle economie mondiali tende a mantenere abbastanza stabile il proprio valore. Nonostante ciò, i labili equilibri economici planetari creano oscillazioni sul valore dello stesso, anche da un giorno all’altro. Per far si che un potenziale venditore non veda svalutarsi il prezzo del materiale prezioso nel giro di poche ore è consigliato utilizzare lo strumento per bloccare il prezzo dell’oro online.

Prima di recarsi al negozio compro oro identificato, si consiglia di pesare voi stessi l’oro, anche perché utilizzando lo strumento blocca oro vi verrà richiesta tale informazione per fornirvi una valutazione su quanto andrete a guadagnare. A tal scopo potreste usare una bilancia digitale usata in cucina ma tenete conto che quanto pesato potrebbe non coincidere alla perfezione con quello che poi sarà pesato dalla bilancia omologata nel negozio Compro Oro. L’utilizzo di una bilancia casalinga è assolutamente indicativo.

Una volta individuato il marchio di fiducia, non è ancora arrivato il momento di recarsi in negozio. È giunto ora il momento di prestare attenzione per qualche tempo all’andamento del valore dell’oro, in modo da bloccare il prezzo quando questo materiale seguirà una fase crescente del valore. Tale step è piuttosto facilie: online troverete vari siti che vi mostrano in tempo reale l’andamento internazionale del valore dell’oro.

Una volta raggiunta una quotazione soddisfacente, si consiglia di ricollegarsi al sito del negoziante scelto e capire se vi sta offrendo la migliore quotazione, confrontandola con quella dei concorrenti.

Alcuni Compro Oro, come OroElite, permettono di massimizzare la vendita dei propri preziosi ricevendo 0,10 centesimi di euro per ogni grammo di oro venduto rispetto all’offerta ricevuta da altri acquirenti.

Fatto ciò, è finalmente arrivato il momento di bloccare il prezzo online. Da questo momento, generalmente il venditore ha 24 ore di tempo per recarsi personalmente al negozio e vendere i propri preziosi, la quotazione stampata non è vincolante, infatti se al momento della vendita il prezzo dell’oro dovesse salire, sarà possibile farsi pagare al prezzo corrente. Il blocco prezzo quindi serve solo per evitare un calo della valutazione nell’arco delle 24 ore.

Il venditore dovrà solamente stampare la pagina con la quale ha bloccato il prezzo dell’oro (solitamente è una mail inviata dal sito internet) e con questa recarsi al Compro Oro di fiducia. La vendita avverrà in pochi minuti e potrete tornare a casa con il vostro contante in mano

Monete d’oro da investimento

krugerrandPERCHE’ INVESTIRE IN ORO

L’oro è considerato da sempre come il più classico ed affidabile dei beni rifugio.

Mentre il denaro cartaceo è soggetto a continue svalutazioni, l’oro fisico, pur subendo anch’esso oscillazioni di prezzo, non è mai condizionato dagli eventi inflazionistici, proponendosi quindi come investimento sicuro e duraturo nel tempo.

Investire in oro significa anche garantirsi una protezione efficace contro gli imprevedibili movimenti altalenanti delle borse mondiali, diversificando i propri impieghi di capitale.

COME INVESTIRE IN ORO

Tralasciando l’esame dei cosiddetti investimenti in oro ‘finanziari’, come gli ETC e gli ETF (che sono ad alto coefficiente di rischio trattandosi di titoli estremamente volatili e strettamente legati all’andamento dell’ente emettitore), le uniche altre soluzioni offerte dal mercato riguardano la compra-vendita di ‘oro fisico’, e cioè di lingotti, monete d’oro da investimento e monete d’oro da collezione.

Tutta la materia è regolamentata in Italia da una specifica legge (la numero 7 del 2000) che, recependo una precedente direttiva europea, ha messo ordine nella disciplina del mercato aurifero abolendone il regime a monopolio e concedendo ad ogni banco metalli, opportunamente certificato, la possibilità di accederne al commercio. Il legislatore ha preso in considerazione due tipologie di oggetto in oro: il lingotti e le monete.

LINGOTTI

In questo caso abbiamo a che fare con oro puro, con un titolo di almeno 995 millesimi, disponibile in vari formati: in origine, infatti, il lingotto d’oro era di dimensioni standard e si presentava come una barra di ben 12,5 Kg. Con il passare del tempo si sono adottate pezzature sempre più piccole, a partire da soli 5 grammi e addirittura, ultimamente, da appena un grammo, con lo scopo di favorirne lo scambio, anche se la loro monetizzazione non è sempre agevole.

MONETE D’ORO DA INVESTIMENTO

Si suddividono in due ben distinte categorie: monete da semplice collezionismo (realizzate sotto forma di medaglie, solitamente in edizioni molto limitate a serie speciale e che risentono degli inevitabili sbalzi di gradimento degli appassionati) e le vere e proprie monete d’oro da investimento, cioè quelle che uniscono al valore intrinseco dell’oro da cui sono composte, anche quello numismatico. Quest’ultime, a differenza dei lingotti, sono più facilmente oggetto di scambio e permettono una buona rivalutazione nel tempo, a condizione, però, di saper scegliere quella giusta.

QUALI MONETE ACQUISTARE

La sterlina inglese è da sempre il punto di riferimento fra le monete d’oro da investimento: in particolare quella più recente, coniata a partire dal 1957 e dedicata ad Elisabetta II, è richiestissima a livello mondiale; il suo valore attuale si aggira sui 250€ ed è facilmente interscambiabile.

Altra moneta interessante è il marengo italiano, coniato tra il 1861 ed il 1923, molto apprezzato dagli investitori perché molto raro in alcune emissioni.

Un caso a parte e poi quello del Krugerrand, sudafricano, coniato a partire dal 1967: la sua appetibilità è in costante ascesa ed è determinata dal fatto che è stata la prima in assoluto ad essere considerata una ‘moneta lingotto’, priva di fronzoli estetici e, proprio per questo, meno soggetta a mode ed interessi momentanei. Inoltre il Krugerrand ha mantenuto nel tempo livelli di tiratura molto elevati, favorendone la circolazione e lo scambio.

LO SPREAD

Con il termine ‘spread‘ si intende la differenza tra il valore dell’oro contenuto effettivamente nella moneta ed il prezzo reale di contrattazione di quella stessa moneta sul mercato: in pratica, se una certa moneta è in un dato momento molto richiesta, il suo valore sul mercato subisce una notevole spinta verso l’alto al di là del suo effettivo peso in oro.

E’ quindi fondamentale, per l’investitore, saper scegliere tra quelle monete che, acquistando nel tempo considerazione numismatica, determinano alti spread da quelle, invece, che non sono richieste e che, inesorabilmente, perdono nel tempo il loro valore.

DA CHI ACQUISTARE

Per l’acquisto e la vendita di monete d’oro da investimento conviene affidarsi solo ad operatori professionali che operino nel pieno rispetto delle normative vigenti e che garantiscano la più corretta trasparenza nella contrattazione dell’oro fisico. E’ opportuno quindi rivolgersi ad un banco metalli regolarmente registrato nell’apposito elenco stilato dalla banca d’italia: personale qualificato ed esperto guiderà ed assisterà il cliente fornendogli inoltre l’adeguata certificazione di autenticità.

Le forme dell’oro

calderone oroL’oro è il cosiddetto metallo nobile, il cui simbolo nella tavola periodica degli elementi è Au, dal latino Aurum. Essendo posizionato al primo sottogruppo B, sesto periodo della tavola di Mendel, si può definire un elemento di transizione. Riguardo a numero e peso atomico, essi corrispondono rispettivamente a 79 e 197,2. La colorazione di base è gialla, a causa delle lunghezze d’onda del blu che vengono assorbite dalla luce incidente. Ciononostante, le sfumature possibili prevedono una gamma ben più ampia, che comprende il nero ed il rosso, ma anche il verde ed il violetto, in base alle leghe.
Molto probabilmente l’oro è stato il primo metallo conosciuto dall’umanità.
Per quanto riguarda i suoi pregi, che spiegano il valore da sempre attribuito ad un metallo finissimo, per certi versi “aristocratico”, essi consistono, oltre che nella rarità, nella sostanziale inalterabilità. Infatti, l’oro resiste non solo all’umidità, agli alcali e all’ossigeno (seppure subisca alterazioni ossidative con soluzioni contenenti ione cianuro o acqua regia), ma rimane intatto persino se sottoposto al calore e agli acidi. E’ proprio quest’ultima caratteristica che ha determinato il successo di tale prezioso metallo, da sempre apprezzato ed utilizzato per la coniazione di monete e la creazione di oggetti pregevoli e raffinati.
D’altra parte, l’oro presenta anche una malleabilità e una duttilità fuori dal comune, che lo rendono adatto alle più diverse lavorazioni. A questo scopo, non solo può venire sciolto e formare amalgami qualora sia posto a contatto con il mercurio, ma si liquefa rapidamente nel bromo liquido, già a temperatura ambiente o anche nel cloro, in presenza di umidità. Inoltre, l’oro è adatto al martellamento a freddo, dal quale si possono ottenere foglie dello spessore di 1/12.500 mm. Non solo, ma anche se potrà sembrare sorprendente, basta un grammo d’oro per ottenere fili i della lunghezza di ben 2 km.
Riguardo alla sua localizzazione, i giacimenti sono particolarmente rari, sebbene dispersi un po’ ovunque sulla Terra, dove lo troviamo sia nel suo colore naturale, che in rosso e in bianco, a seconda dei legami con altri metalli.
Per quanto riguarda le forme, è possibile rinvenirlo allo stato nativo sia in giacimenti minerari che sul letto dei fiumi, dove si concentrano depositi alluvionali frutto dell’erosione operata dagli agenti atmosferici. Se nel primo caso sarà possibile individuarlo soprattutto in forma di filoni auriferi e pepite, nel secondo bisognerà invece setacciare i depositi alluvionali per dividerlo da altri detriti, in modo da ottenere polvere aurea, pagliuzze o ancora pepite di piccole dimensioni.
L’oro, oltre che allo stato nativo, si trova poi anche già lavorato, in particolare sotto forma di lingotti, gettoni o monete di Borsa, che ne semplificano la commercializzazione.
Passando ai paesi produttori, negli ultimi anni la top ten non ha subito modifiche nei nomi, anche se vi sono state variazioni nelle quantità prodotte. In particolare, dalle statistiche della US Geological Survey del Gennaio 2015, si evince che nel 2014 la produzione mondiale è cresciuta del 2% rispetto all’anno precedente. Ciò è stato possibile grazie all’aumento delle tonnellate prodotte da Cina, Australia, Canada, Repubblica Domenicana e Russia, che ha largamente compensato il calo di Paesi come Peru, Tanzania, Sudafrica e Stati Uniti. Per quanto riguarda la Cina, la produzione d’oro continua a crescere costantemente, tanto che lo stato asiatico mantiene saldamente la leadership nella produzione, seguito da Australia, Russia, Stati Uniti, Peru e Canada.
L’Italia non compare ovviamente nell’elenco dei maggiori produttori mondiali, dato che da noi l’oro è presente solo in minime quantità, in particolare in fiumi come il Po e il Ticino, oltre che nelle viscere del Monte Rosa in Piemonte, che si aggiunge ad altre regioni produttrici come la Valle d’Aosta, la Toscana e la Sardegna.
Nonostante ciò, l’Italia per tradizione si pone in prima linea nella trasformazione, con una lavorazione media di quasi 500 tonnellate all’anno.
Passando a parlare di qualità, l’oro viene classificato in base alla titolatura, espressa attraverso una particolare unità di misura detta carato. Il numero di carati, il cui valore oscilla in una scala di 24/24, indica dunque la purezza del metallo, stabilendone in pratica la concentrazione nel prodotto finito.
Quindi, la dicitura 18kt andrà a qualificare un articolo composto, su un totale di 24 parti, di 18 parti d’oro puro. Per rendere più semplice la determinazione della purezza, si usa rapportare la caratura ad un ipotetico prodotto finito del peso di 1 Kg. Ecco dunque che, in base a questa convenzione, 8kt saranno pari a 333 grammi d’oro su un totale di 1000 grammi di lega, mentre 14kt equivarranno a 585 grammi, 18kt a 750, 21.6 a 900, 22 a 916.66 e 24 a ben 999.
Da ultimo, come non citare le infinite applicazioni del metallo nobile?
L’oro è indubbiamente protagonista in molti settori, a partire da quello informatico e delle telecomunicazioni, dove entra a far parte di molti componenti elettronici. Inoltre, viene usato come rivestimento, in quanto la resistenza lo rendono ideale a proteggere i contatti elettrici. Il suo ruolo è poi fondamentale nella medicina, dove è sfruttato nell’odontoiatria per le otturazioni ed in campo diagnostico e nell’elettroforesi, sotto forma di oro colloidale.
Ancora, da non dimenticare le applicazioni in campo fotografico o sportivo, dove le medaglie d’oro hanno premiato i migliori atleti di tutti i tempi, anche se forse l’uso più curioso rimane in alta cucina, in cui si apprezza la sua capacità di non alterare i sapori.